Descrizione
Il laboratorio si trova al primo piano dell’edificio centrale. E’ composto da 22 postazioni studente più la postazione docente. Ciascuna postazione è dotata di un PC Desktop Lenovo I3-4170, con 8 Gb di RAM, un HD da 500Gb e un monitor da 20″.
Il laboratorio è utilizzato prevalentemente per le lezioni di Lingue.
Dove si trova
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indirizzo
Viale Ciusa 4 Cagliari
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CAP
09131
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Email
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PEC
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Telefono
070400551
Modalità di accesso
Ulteriori informazioni
Il laboratorio è intitolato a Ampsicora, condottiero sardo.
Ampsicora o Amsicora è stato un militare e latifondista sardo-punico, guida della rivolta antiromana del 215 a.C.
Le fonti descrivono Ampsicora come il più ricco tra i proprietari terrieri della Sardegna che in quel periodo appariva divisa in due entità: da un lato un'ampia parte della fascia costiera meridionale con la quasi totalità delle aree collinari, inclusa la vasta pianura campidanese, divise in città-Stato alleate di Cartagine; dall'altro le aree interne più montuose e del nord, ancora gestite direttamente dalle tribù nuragiche, che seppur diventate tolleranti nei confronti dei Sardo-punici dopo molte tensioni, erano assai ostili alla conquista romana; fin dalla tarda età nuragica i Sardi nuragici e i Cartaginesi intrattenevano rapporti assai stretti, essendo legati da antiche relazioni nonché dal comune risentimento verso i Romani.
In concomitanza con le vittorie di Annibale, Ampsicora fu animatore, insieme ad Annone di Tharros, della rivolta delle città costiere della Sardegna contro i romani del 215 a.C. (Bellum Sardum), riuscendo ad ottenere l'appoggio dei cosiddetti Sardi Pelliti, in particolare delle tribù degli Iliensi presso i quali si recò a cercare rinforzi per affrontare i nuovi dominatori. Inoltre i senatori di Cornus, la città della quale Ampsicora era il magistrato supremo, inviarono degli ambasciatori a Cartagine perché intervenisse in soccorso dei sardi che erano a conoscenza dei fatti accaduti in Italia e che avevano rafforzato la posizione di Annibale sempre più forte contro Roma. Cartagine inviò allora Asdrubale, detto il Calvo, con un'armata di circa diecimila soldati. Tuttavia le navi cartaginesi, giunte ormai in vista di Cornus, furono spinte dai venti verso le Baleari.
La battaglia campale decisiva si svolse nei pressi di Decimomannu, tra i due fiumi della zona, quindi a poche miglia da Cagliari e vide la sconfitta degli insorti, la cattura di Asdrubale e la morte di Josto.
Ampsicora si portò in salvo, rifugiandosi presso le tribù dell'interno. Tuttavia, secondo Livio, addolorato per la morte del figlio Josto e desideroso di non cadere nelle mani dei romani, si tolse la vita «di notte, perché nessuno gli potesse impedire quel gesto disperato».