Descrizione
Il laboratorio di realtà virtuale si trova al primo piano dell’edificio. Dotato di 24 visori ClassVR pensati per la classe, per fornire un’esperienza di realtà virtuale immersiva sotto il controllo del docente. Fornisce l’hardware, il software e una serie di contenuti (realtà virtuale o aumentata), attività e lezioni pronti all’uso e gestibili in maniera centralizzata dall’insegnante.
ClassVR è dotato di una vasta gamma di contenuti pedagogici coinvolgenti e lezioni già strutturate ideali per comprendere anche i più complessi argomenti formativi e per aiutare ad accendere l’immaginazione degli studenti facendogli vivere esperienze che rimarranno nella loro memoria.
A disposizione dei docenti oltre 500 attività che coprono una vasta gamma di argomenti e temi di studio, l’insegnante inoltre può aggiungere le proprie risorse, ad esempio foto e video a 360 gradi, e costruire le proprie lezione immersive.
Alcuni punti di forza della nuova tecnologia:
- Migliorare il lavoro della memoria, grazie all’interconnessione contenuto emozione
- Esperienza attiva invece che ricezione passiva delle informazioni
- Miglioramento dell’efficienza di apprendimento dello studente, grazie all’esperienza multisensoriale
- Supporto nella comprensione di concetti complessi, materie e teorie astratte
- Sperimentare il teletrasporto – Effetto Macchina del Tempo
- Il portale dei contenuti che consente al docente di scegliere i contenuti didattici virtuali, gestire i visori e controllare la lezione in Realtà Virtuale.
Dove si trova
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indirizzo
Viale Ciusa 4 Cagliari
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CAP
09131
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Email
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PEC
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Telefono
070400551
Modalità di accesso
Ulteriori informazioni
Il laboratorio è intitolato a Josto, condottiero sardo figlio di Ampsicora
Josto (Cornus, III secolo a.C. – Decimomannu, 215 a.C.) è stato un militare sardo-cartaginese, figlio del condottiero Ampsicora.
Josto nei primi tempi della Sardegna romana, durante la seconda guerra punica, si mise a capo di una rivolta antiromana di Sardopunici del basso Tirso. Mentre il padre si trovava nel Marghine a reclutare i Sardi Pelliti, nell’estate del 215 a.C., accettò battaglia con le due legioni del propretore Tito Manlio Torquato, nei pressi di Cornus, verosimilmente nella pianura di Milis. Ma fu sconfitto e costretto a ritirarsi. Lasciò nel campo 3000 morti e 800 prigionieri. Tornato Ampsicora, ed arrivati i rinforzi cartaginesi di Asdrubale il Calvo, partecipò alla seconda decisiva battaglia combattuta forse tra Sestu e Decimo, dove rimase ucciso. Il padre per il dolore si suicidò.