Si conclude un percorso di cittadinanza attiva, solidarietà e cura che ha lasciato un segno profondo

Venerdì 23 gennaio si è ufficialmente concluso il Progetto “Claunità – Laboratorio di Clownterapia”, che ha visto protagoniste le classi 5ªA, 5ªC, 5ªF e 5ªH del nostro Istituto.

Il progetto, realizzato in collaborazione con l’Associazione di volontariato V.I.P. Sardegna O.d.V., si è inserito nel quadro delle attività di educazione alla cittadinanza attiva, al benessere relazionale e alla solidarietà, con una forte valenza formativa e orientativa. Un percorso che ha saputo unire preparazione, consapevolezza e azione concreta, portando gli studenti a confrontarsi con una dimensione autentica della relazione d’aiuto.

L’ultimo appuntamento, dedicato alla fase pratica laboratoriale, si è svolto presso la Casa di Riposo “Vittorio Emanuele II” di Cagliari, un luogo carico di storie, fragilità e memoria. In questo contesto, gli studenti hanno potuto mettere in pratica quanto appreso nella fase teorica, sperimentando in prima persona il valore dell’ascolto, della presenza e del sorriso.

È stato un momento intenso ed emozionante: i ragazzi e le ragazze, con grande senso di responsabilità e maturità civica, hanno saputo portare gioia, leggerezza e umanità agli anziani ospiti della struttura, persone che si trovano nell’ultimo tratto del loro cammino di vita. Non gesti eclatanti, ma attenzioni vere; non parole vuote, ma relazioni autentiche. In quell’incontro gioioso e profondo tra generazioni, la scuola ha mostrato il suo volto più vero: educare significa anche prendersi cura.

A nome mio personale e di tutta la comunità martiniana, desidero esprimere un sentito ringraziamento: agli studenti, per la sensibilità, l’impegno e la serietà dimostrati; alla Prof.ssa Elena Tuveri, promotrice ed ai docenti che hanno accompagnato e sostenuto il percorso; all’Associazione V.I.P. Sardegna O.d.V., per la competenza e la passione con cui ha guidato il progetto, e per quanto ci hanno insegnato; ai responsabili della Casa di Riposo “Vittorio Emanuele II”, per l’accoglienza e la disponibilità.

Claunità ci lascia una consapevolezza preziosa: la competenza senza empatia è incompleta, ma l’empatia, quando incontra la competenza, diventa educazione vera. E forse è proprio questo il senso più profondo della scuola: formare persone capaci di stare nel mondo con intelligenza, rispetto e cuore.