Descrizione

Il Laboratorio di Chimica, conforme alla normativa vigente in termini di igiene e sicurezza, è dotato delle attrezzature e strumenti atti a garantire la realizzazione di innumerevoli esperienze didattiche, relative agli argomenti previsti dai programmi ministeriali.
E’ costituito da un ampio locale arredato da banchi a pettine con erogazioni autonome e cappe aspiranti, che consentono la creazione di gruppi di lavoro per l’esecuzione guidata di esercitazioni pratiche, e da un banco cattedra frontale per la realizzazione di prove dimostrative. Lungo le pareti trovano posto diversi armadi, sia di sicurezza per lo stoccaggio delle sostanze chimiche sia di tipo modulare a vista per il deposito di vetreria, strumenti in uso, materiali di consumo, modelli di chimica e biologia, bilance e microscopi. In dotazione anche un mobile a controllo elettronico per la raccolta dei rifiuti pericolosi al fine di garantire le migliori condizioni operative.

Dove si trova

Modalità di accesso

Ingresso

Ingresso principale

Accessibilità

Ingresso lato scivolo cortile interno

Parcheggio

Parcheggio interno

Ulteriori informazioni

Il laboratorio è intitolato alla giudicessa Agalbursa di Cervera.

Agalbursa de Cervera (1140 – Oristano, 1186/1192) è stata Giudicessa Consorte di Arborea e Regina consorte di Sardegna.  Nell'ottobre 1157 si sposa il sovrano arborense Barisone I.
L'attività di questa nel giudicato d'Arborea, nel quale aveva ottenuto come dono di nozze le tre "corti" di Bidoni, San Teodoro e Oiratili, fu contrastata da Pellegrina, prima moglie Di Barisone I,  alla quale si unì il figlio Pietro.
Dopo la morte del marito Agalbursa  appoggiò suo nipote Ugone, che si era alleato con Genova e la Corona di Aragona, figlio di Ugo Poncho de Bas, nella contesa per il trono d’Arborea contro Pietro I, appoggiato da Pisa.
Successivamente la situazione degenerò in una vera e propria guerra civile: l'8 ottobre del 1186, a Genova, Agalbursa, stipulò con il console Guglielmo Tornello un trattato in cui la repubblica marinara assicurava un aiuto militare ed economico alla giudicessa vedova per muovere guerra a Pietro I.
Tuttavia Agalbursa morì prima di giungere ad un compromesso con il rivale o ad una vittoria totale; grazie ai riscontri sui documenti si sa infatti che nel 1192 risultava già deceduta

Dettagli edificio

Posti a sedere

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